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La legge di Gauss per il campo elettrostatico

Livello di difficoltà: università

  1. Flusso elementare e vettore superficie
  2. La legge di Gauss
  3. Forma locale della legge di Gauss

Flusso elementare e vettore superficie

Considerata una superficie infinitesima dS e indicato con \vec{n} un versore normale a dS, si definisce flusso elementare d \Phi del campo \vec{E} attraverso dS :

d \Phi=\vec{E} \cdot \vec{n} d S \equiv \vec{E} \cdot d \vec{S}

dove \vec{S}=\vec{n} d S è il vettore superficie.

Se la superficie è finita, il flusso attraverso questa si calcola mediante l’integrale di quello elementare:

\Phi(\vec{E})=\int \vec{E} \cdot \vec{n} \mathrm{~d} S.

Per convenzione, nel calcolo del flusso attraverso una superficie chiusa, si sceglie il versore normale \vec{n} orientato verso l’esterno.

Indicata con S una superficie finita, scegliamo come origine del sistema di riferimento il punto O occupato da una carica q e tracciamo un cono avente vertice in O e angolo solido infinitesimo d \Omega. Esso intercetta S con una superficie infinitesima dS.

Consideriamo, inoltre, la superficie infinitesima dS_{SFERA} perpendicolare all’asse del cono e indichiamo con \alpha l’angolo formato fra le due normali a dS e dS_{SFERA}: si ha che dS_{SFERA}=dS \cos(\alpha).

Si ottiene poi che il flusso infinitesimo del campo elettrico \vec{E} attraverso dS è:

d\Phi=\frac{1}{4 \pi \varepsilon_{0}} \frac{q}{r^{2}} \cos (\alpha) d S.

=\frac{q}{4 \pi \varepsilon_{0}} \frac{d S_{SFERA}}{r^{2}}=\frac{q}{4 \pi \varepsilon_{0}} d \Omega.

La legge di Gauss

Se la superficie attraverso cui calcoliamo il flusso di \vec{E} è chiusa, si ha che il flusso totale è:

\Phi_{s c}(\vec{E})=\oint d \Phi=\frac{q}{4 \pi \varepsilon_{0}} \oint d \Omega=\frac{q}{\varepsilon_{0}}.

Il cerchietto attorno al simbolo di integrale serve a indicare che la superficie su cui si calcola il flusso è chiusa: inoltre, nel calcolo dell’integrale, si è fatto uso della proprietà che l’angolo solido totale vale 4 \pi.

Abbiamo trovato la legge di Gauss, secondo la quale:

il flusso del campo elettrico attraverso una qualunque superficie chiusa è uguale alla somma delle cariche interne alla superficie, divisa per \varepsilon_{0} “,

in formule:

\Phi_{s c}(\vec{E})=\frac{1}{\varepsilon_{0}} \sum_{i} q_{i}^{INT}.

Forma locale della legge di Gauss

La formulazione della legge di Gauss, nel caso di distribuzione di carica continua, esprime le proprietà del campo elettrostatico in una forma integrale:

\Phi_{S C}(\vec{E})=\frac{1}{\epsilon_{0}} \int d q^{I N T}.

Di essa si può dare una formulazione locale, espressa in forma differenziale, che descrive le proprietà del campo in ogni punto in cui esso è continuo.

Il passaggio dalla forma integrale a quella locale si basa su una relazione matematica, detta teorema della divergenza; nelle regioni in cui il campo è continuo, tale teorema esprime il flusso di un vettore generico \vec{A} attraverso una superficie chiusa \Sigma mediante l’integrale, esteso al volume V racchiuso da tale superficie, della divergenza di \vec{A}:

\oint_{\Sigma} \vec{A} \cdot \vec{n} d S=\int_{V} div \vec{A} d V.

L’operatore div \vec{A} è definito come:

div \vec{A} \equiv \nabla \cdot \vec{A}

=\frac{\partial A_{x}}{\partial x}+\frac{\partial A_{y}}{\partial y}+\frac{\partial A_{z}}{\partial z}.

Applicando il teorema della divergenza alla formulazione integrale della legge di Gauss otteniamo:

\frac{1}{\varepsilon_{0}} \int^{I N T} d q=\Phi_{S C}(\vec{E})

=\oint_{\Sigma} \vec{E} \cdot \vec{n} d S=\int_{V} div \vec{E} dV.

Scrivendo la carica elementare dq=\rho dV si ha

\frac{1}{\varepsilon_{0}} \int^{I N T} d q=\frac{1}{\varepsilon_{0}} \int_{V} \rho d V

e

\int_{V}\left(div \vec{E}-\frac{\rho}{\varepsilon_{0}}\right) d V=0.

Poiché l’integrale è nullo qualunque sia il volume V su cui si integra, deve essere identicamente nullo l’integrando, cioè:

div \vec{E}=\frac{\rho}{\varepsilon_{0}}.

L’equazione così ottenuta, che può essere scritta anche come

\nabla \cdot \vec{E}=\frac{\rho}{\varepsilon_{0}},

rappresenta la Legge di Gauss in forma differenziale (o locale).

Fonti:

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